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Parlando di arredamento



Arredare con la luce

 




L'illuminazione

 
I livelli di illuminamento sono fortemente influenzati dalle superfici e dalle finiture interne. La luce viaggia attraverso lo spazio e rimbalza su tutte le superfici che incontra. Quando ne colpisce una, questa ne assorbe una parte, riflettendo il resto. Le superfici lisce, chiare e lucide sono le più riflettenti, quelle opache, scure e ruvide le meno riflettenti. Più semplicemente, ciò significa che per ottenere un determinato livello di illuminamento in una stanza con pareti, soffitto e pavimanto bianchi vi occorreranno meno punti luce e meno watt di quanti ne richiederebbe la stessa stanza se fosse arredata con colori e materiali scuri.
Una questione collegata è la direzione della luce: una luce direzionale creerà zone illuminate più intensamente rispetto ad altre; una luce ambientale diffusa avrà una resa inferiore perchè parte della luce sarà assorbita dalle superfici sulla quale rimbalza.



Colori e sensazioni

 
Il nero fa sembrare più piccolo un ambiente perchè assorbe la luce, il bianco amplifica lo spazio, perchè la diffonde.
Un colore chiaro accanto ad uno scuro, lo fa sembrare più scuro.
Un colore chiaro uniforme fa sembrare più spazioso un ambiente, mentre l' accostamento di colori contrastanti lo fa apparire più piccolo.
I colori caldi creano l' illusione di avvicinare le pareti e quindi fanno sembrare più piccola una stanza, più corto un corridoio, più basso un soffitto. Per contro, tonalità fredde e luminose dilatano lo spazio.
Un soffitto dipinto con un colore più chiaro rispetto a quello scelto per le pareti sembrerà più alto e , viceversa, più basso se si utilizza una tonalità anche lievemente più scura.
Una fascia di colore più scuro nella parte bassa delle pareti ( zoccolatura ) ne diminuisce l'altezza. Anche a costi a costi contenuti, una stanza può divenire unica e subire repentine trasformazioni : basta una nuova tinteggiatura !



Ergonomia della cucina

 
Nella progettazione della cucina l'ergonomia svolge un ruolo importante. La regola principale è quella del "triangolo di lavoro", un concetto messo a punto per migliorare l'efficenza di lavoro. I risultati di questa ricerca mostrarono che la distanza complessiva tra il lavello, il frigorifero ed il piano di cottura -i tre principali punti operativi di una cucina- non doveva essere eccessiva. Dato che quasi tutto il lavoro manuale svolto in cucina avviene fra questi tre punti, lo scopo è fare in modo che le distanze siano tali da consentire di lavorare in maniera efficace. La misura ideale dei singoli lati del triangolo può variare in base alle dimensioni della stanza, ma sarebbe bene che la distanza tra ogni zona fosse almeno di 90cm. Distanze eccessive causano una dispersione dienergie, poichè costringono a continui movimenti da un capo all'altro della cucina. Se invece i tre punti sono troppo vicini, si lavora in modo scomodo ed impacciato.
Lo spazio di lavoro più importante di una cucina si trova tra il lavello ed il piano cottura, poichè è qui che si svolge gran parte delle attività. Nè il lavello, nè il piano cottura andrebbero confinati in una posizione d'angolo, al contrario, almeno a 40 cm da essi, in modo da non urtare con gomiti o pentole contro il muro.



Come disporre i divani.

 
In un ambiente di dimensioni contenute è preferibile introdurre un divano a due posti, o un tre posti ridotto; laddove gli spazi lo consentono, il numero di sedute potrà essere aumentato introducendo una o due poltroncine da mantenere affiancate. Una soluzione per il locale stretto e lungo, invece, è costituita dalla composizione ad angolo, sempre che si abbia l’accortezza di scegliere divani dalle dimensioni il più possibile contenute e di optare per la disposizione a parete: lo steso imbottito, a centro stanza, risulterebbe sorprendentemente più voluminoso. In alternativa, si possono creare due zone conversazione separate: la stanza apparirà visivamente più corta e larga, e tutto l’insieme più bilanciato. Due imbottiti, posti frontalmente, circoscrivono uno spazio ben definito, una zona relax da completare, magari, con 2 poltrone anche di diverso modello. Se lo spazio è ampio, il componibile rappresenta la soluzione ideale: più flessibile del divano tradizionale, è caratterizzato da elementi angolari, raccordi indispensabili per ogni composizione. La soluzione "due divani 3 posti con poltrona" ha un ingombro notevole e occupa per intero un locale di 3,5 x 3,5 m. La forma a "U" concentra molti posti, ma è vincolante per la disposizione degli altri arredi nella stanza. Inoltre, gli elementi ad angolo non sono pienamente sfruttabili. Il divano con chaise-longue, da completare con un pouf o con una poltroncina, è adatto a spazi anche piuttosto ridotti. Nel caso di un locale con parete completamente finestrata, soprattutto se con affaccio sul giardino o sul terrazzo, la posizione dei divani va prevista in modo da usufruire della visuale. Accostare a un divano una o due poltrone in vimini o rattan è utile ad alleggerire un ambiente sovraccarico. Alternativamente, due belle sedie di legno con braccioli produrranno il medesimo risultato: in quest"ultimo caso si abbia l’accortezza di "legare" i vari pezzi attraverso la scelta di tessuti e tonalità in sintonia con l’arredo.
(Tratto da: La Casa, enciclopedia a volumi de L'espresso)


 
                
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